More pity that the eagle should me mew’d. While kites and buzzards prey at liberty (Shakespeare)
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AntonioSabino in TRAVAGLI QUOTIDIANI
latendarossa in PIENO ACCORDO TRA GO...
turquoise in PIENO ACCORDO TRA GO...
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B: Santità, guardi che bella farfallina, puo’ indossarla nelle occasioni speciali!
P: Afrei qualche pikkolo dubbio su qvesto dono…



Ho deciso di testare l'idea di Turquoise riguardo ai Muppets al governo, effettivamente devo dire che nel cambio si guadagna su tutta la linea, sono tutti dei pupazzi molto divertenti, ognuno di loro è un vero buffone allenato a compiere mille e mille scherzi e a non prendere nulla sul serio. Per rendere ancora più evidente la felicità del cambio riporto sotto l'attuale governo -manca la ministra del Turismo, ho pensato ce la potessimo risparmiare-

Aggiunta:
Elmo è stato appena nominato ministro del Turismo, un Rosso in sostituzione di una Rossa (fuori)

Uno legge una cosa e poi si chiede, prendendo un lungo respiro, se le persone parlano e pensano almeno contemporaneamente -non pretendo che pensino prima, ma almeno nello stesso momento-. Paragonare Jackson a Mozart personalmente mi sembra una castroneria, ma sono di parte, nel senso che non ho nessun interesse per la musica contemporanea. Ma il signor Zard, a me ignoto, si è sentito? A giudicare dalla sua dichiarazione la prova che Jackson era pari a Mozart risiede nella quantità di dischi che ha venduto, interessante, MacDonald è pari a Vatel, chissà quanti milioni di hamburger con salsa al pomodoro e insalata ha venduto nel globo. Il signor Zard, che non conosco -e non me ne pento-, spara pure una aggiunta, "ha venduto 800 milioni di dischi che tradotto in realtà illegale vuole dire tre miliardi", sento, annuso, in questa aggiunta una sfumatura di critica alla realtà dei nostri tempi, nulla di male se non fosse che ha lui stesso appena quantificato la qualità in pacchi di dischi. Mozart nel 1790, il penultimo anno di vita, non ha composto quasi nulla, il 1791 sarebbe stato ricco di nuove composizioni, ma il 1790 si rivelò poco felice, secondo il metro Zard in quest'anno Mozart non esisteva o era insomma poca roba, certo Zard non avrebbe detto che era Jackson. Nessuno si rende conto che sarebbe bene iniziare a tirare alcuni freni a mano? Dubbi che ci sia qualcosa che non funziona nelle teorie di base? Ma il signor Zard non vede nessun controsenso in quello che dice, sono convinto che non colga in nessun momento della sua giornata una contraddizione che definirei tutt'altro che sotterranea, d'altro canto, nella medesima intervista, è capace di sostenere che lo schiarimento di Jackson dipendeva da una malattia della pelle e che l'unico intervento fatto dal cantante è stato al naso. Insomma Zard è il tipo che non vede al di là del naso (altrui). Una persona con questa capacità di penetrazione psicologica e questa competenza culturale sterminata si lancia in paragoni, come molti altri: in questi giorni ne ho sentiti parecchi anche da insospettabili, insospettabili che hanno dato prova di un insospettabile desiderio di parlare su un argomento a costo di dire cose sinceramente errate (paragone Jackson Farinelli...oddio...). Frenare, frenare, imparare a non dover rispondere su tutto, a non dover sentenziare su ogni argomento, se una cosa non ti interessa perchè devi parlarne? Se ti puntano una pistola alla tempia lo capisco, ma per passare brevemente con una mini intervista su un giornale nazionale devi fare la figura del "divolgarizzatore" (sarebbe divulgatore) ovvero di quello che ignorando per completo contesto storico, vicende biografiche, proporzioni e riflessioni, spara la prima stupidaggine per far vedere che "anche tu hai un parere". Vuoi dare un parere da essere umano su un essere umano, fallo se vuoi, si è in grado, siamo tutti esseri umani -almeno pare-, ma perchè trascinare in fila Farinelli, Caffarelli (che non hai mai sentito ovviamente)? Poi ovvio come si potrà dire ad uno come Zard "molla Mozart e fatti i fatti tuoi" se pure tu ti lanci in queste cose. Sono partito da Zard e sono arrivato a Muti, muovendomi come un gambero, così, semplicemente seguendo il discorso, per arrivare a questa conclusione, responsabilità verso gli altri significa sentire che ogni propria dichiarazione ufficiale è un piccolo tassello di un mosaico importante, ovvero, una dichiarazione sbracata su un giornale nazionale rischia di restare più impressa nell'humus di 10 ottime lezioni alle scolaresche -il famoso unico difetto dei Danesi ricordato da Amleto-, una dichiarazione sbracata e affetta da un attacco di iper-protagonismo è un messaggio ulteriore agli Zard, a me ignoto -e 3-, di tutto il mondo di lasciar pure defluire dalla bocca le prime parole e i primi nomi che trovano senza preoccuparsi di nulla, poi gli Zard di tutti i giorni lo ripeteranno sul treno, in autobus, sul luogo di lavoro -sempre per la questione che tutti devono partecipare su un argomento altrimenti oddio oddio- a casa, i figli, ricettivi quanti mai, già allevati televisivamente alla frasina carina, al concetto mieloso e melenso -Ceronetti, articolo su La Stampa, parlando dell'harakiri della Chiesa ricordava queste frasi melense dei sacerdoti che sembravano certi testi di Dalla (parole sue, non me ne vogliano quanti stimano Dalla)- alla frase facile che sembra suonare bene perchè tutti oramai si sono abituati a scriverla così e siccome tutti la sanno scrivere tanto vale dire che è ben scritta, così tutti felici, i figli, allevati a slogans, ficcheranno le frasine nel temino, sul muro davanti la scuola, nel prossimo sms, sul diario, e non se ne libereranno più, la "fase adolescenziale" -???! boh- sarà tutta la vita. Come vedete sono uno che si perde, parte dal punto A senza sapere a quale punto stava mirando e poi prende altri cammini, magari risultando in alcuni giudizi netto: tagli decisi, così è. Ora, ovviamente non dico che Muti con quella intervista sia alla base della distruzione della cultura, dico che quello è uno dei tanti segnali della perdita di consapevolezza di un fatto: se ci si arroga un certo "compito" educativo nella propria attività si deve avere in mente quello che si compie e il piccolo riflesso che avrà, il piccolo, minuscolo riflesso che sommato ad altri riflessi e altri ancora rischia di creare uno specchio ustorio, di far crollare ogni tipo di argine -il muro sarà una brutta immagine, non lo metto in dubbio, ma se un fiume straripa non è certo un fatto positivo- di giustificare ogni cosa, di legittimare qualsiasi fatto. Come si sarà visto, alla fine, non ho praticamente toccato l'affaire Jackson, diciamo che l'ho preso a spunto, la questione risiede in quanto ho detto prima, se una cosa non mi interessa tendo a non parlarne, non ho giudizi su Jackson cantante, ballerino o autore delle sue canzoni e musiche, non interessandomi neppure mi ci metto, potrei dire qualcosa su Jackson come uomo -essendo essere umano a mia volta- ma penso che bastino le foto e le numerose cronologie dei "volti" per trarre delle conclusioni.
Quale migliore G8 di un G8 composto solo da lui? Puo' fare tutte le parti, l'italiano, il russo, il texano, il pirata, il medio-orientale, il cinese (cappellino della terza foto), l'ingegnere (è una nuova nazione), il ferroviere (o l'aviatore tedesco).
Ieri è stato presentato il nuovo logo del turismo, slogan Magic Italy, ho deciso di compiere il mio dovere contribuendo a sponsorizzare la nostra immagine nel mondo.

Laurel & Hardy, Jitterbugs
Come son belli i sogni,
son belli e così irreali,
son belli perché son sogni,
ovvio,
altrimenti, se fossero reali,
avrebbero il sapore della cartapesta,
dello sfondo dipinto in qualche maniera,
avrebbero il gusto della creta,
un negativo per fare sembrare il giorno sera,
se in sogno ci pare possibile
nella realtà certo è negato,
è normale,
nella realtà sarebbe un palcoscenico
che è stato a forza trapiantato
fuori dal luogo per il quale è nato,
con tutte attorno telecamere,
occhi che scrutano ogni aspetto,
occhi che saltano avanti e indietro,
sanno il dopo come il prima,
sguardi che sono in grado di riconoscere
come è estrema la pantomima
Come son belli i sogni,
son belli e così irreali,
c’è gente che è stata cresciuta in essi
-nazioni intere-
a tal punto da crederli tali
da rompere la barriera del sonno,
da uscire dai loro specchi convessi,
e presentarsi così, in piedi
di carne nella luce del giorno,
ignorando che se mai c’è stato
un sogno incarnato in figura
si è certo da noi celato
nascosto, quasi in sepoltura,
perché non puo’ sporcarsi
con i segni delle nostre suole,
non è di quei pensieri dozzinali
che possono posarsi dove si vuole,
deve avere un aspetto indicibile e mai ritratto
dalla mente emersa dal riposo,
deve essere di quella sostanza che uno scatto
nel risveglio subito cancella,
e se qualcuno ti presenta un sogno
confezionato perfettamente
rispondi rapido “no, non ne ho bisogno,
quello vero è nella mente”
perché va ad ingannarti
a farti figurare quello che non è mai stato,
va ad indicar le piume del angiol che s’è involato,
eppure bada bene, ascolta quel che dico,
non credere mai ch’ io sia amico
di quanti negano i sogni, disprezzano così la mente,
il sogno esiste pero’ non ne puoi esser così cosciente,
il sogno esiste e produce in te qualcosa
ma è impossibile disegnartelo davanti al grugno
in fondo, qualche poeta, potrebbe dire che la rosa
è sostanza, ma il profumo è il suo sogno,
impossibile tracciarti una linea di contorno,
diciamo che il sogno è la pura essenza
non necessita il corporeo, cosa volgare,
puo’ da sempre farne senza,
se invece si mostra,
tutt’un tratto in figura,
attento che fan così apposta
quanti voglion darti una stortura.
Gira e rigira si parla solo di lui, mentre fa le corna (dico con la mano durante una foto ufficiale), mentre si addormenta, quando sviene, mentre telefona mollando il cancelliere tedesco sulla porta, quando viene richiamato come uno scolaretto dalla regina Elisabetta II, quando si becca due pacche sulla spalla da Obama –con la stessa mano poi utilizzata per il moschicidio- e lo guarda con fare imbarazzato e pure l’altro, nonostante le parole, lo guarda con poco entusiasmo, quando si muove con i suoi bei tacchi, quando dorme, quando lavora, quando si lancia in gaffes memorabili, quando non dice nulla, quando tace, quando dice, quando quando quando….. insomma si parla solo di lui ma non è per colpa della informazione orientata ad arte, è che davvero tutti si occupano solo di lui e la politica è diventata “sei con Berlusconi o contro?”, non è morta l’ideologia, no, è solo mutata in ideologia unica “berluscologia”, gli attacchi oramai sono alla frutta, invece di porre questioni più interessanti i politici si perdono in litigi su foto al mare, foto in villa, sulle miserie umane, tutta roba ottima per le riviste da leggere sotto l’ombrellone ma è roba da prima pagina su un giornale nazionale? Eppure gli argomenti non mancano, manca la volontà di affrontarli e le persone in grado di parlarne. Ad esempio, nessuno chiede cortesemente perché l’Italia è la prima ad avere il digitale terrestre, nessuno si chiede chi produca le scatolette del digitale, nessuno si chiede perché tutto questo sia stato creato con soldi statali –qualcuno ha sentito parlare di conflitto di interessi? No, tutti felici i politici e i commentatori dei nuovi canali-, martellati su tutti i canali con lo slogan “più canali gratis”, poi, ogni tanto, sfugge allo speaker che l’accesso al digitale non è automatico, devi avere o un televisore di ultima generazione o la famosa scatoletta, allora via con i piani d’emergenza per non lasciare gli anziani senza, contributi statali, sì, altri contributi statali per non togliere gli ascoltatori. Domanda, pensare di fare uno sforzo una tantum, quest’anno niente canone Rai così mi rimborsate di una cosa che, in pratica, mi obbligate a comprare senza che io l’avessi chiesta? No, perché, ditemi come si puo’ non comprarlo? Se ho un televisore, un monitor, devo pagare il canone, se non ho il decoder o un televisore ultima generazione non vedrò un tubo continuando a pagare, ergo è obbligatorio. Qualcuno ha sentito qualcosa? Ogni tanto si tira fuori il conflitto di interessi come una filastrocca per scacciare i fantasmi, ma quando si ha la possibilità di risolvere l’anomalia tutti amici, ed è questa la realtà, diciamolo per bene, sono tutti amici, fingono di litigare. Nella repubblica del televisore facile –fino ad oggi- non c’è un teatrino della politica, no, c’è una epopea lacrimevole, con attori che si contendono la scena, poi vanno a pranzare con il loro cestino –costosissimo- nella stessa stanza, fanno battute, si invitano a vicenda a feste e vacanze, l’insulto è da copione ma, sotto sotto, nessuno farà male a nessuno. Certo, c’è sempre la possibilità che qualcuno tenti il colpo, se spunta una inchiesta particolarmente fatale qualcuno puo’ tentare di eliminare uno degli attori, ma tendenzialmente lo evita perché potrebbe essere un precedente pericoloso. Il caso Mills quanto è durato? Un paio di giorni? Certo incomparabile con il caso Papi, sì è divertente e tragico assieme, ridicolo, ma puo’ basarsi una opposizione su questo? Puo’ presentarsi con programmi talmente vaghi –a volte incredibilmente simili a quelli della maggioranza- da non dare nessuna risposta chiara sui problemi veri?
Tutti amici insomma, tutti amici nel difendere un mestiere che fa schifo, la politica fa schifo, non è un invito al non voto, ma, parliamoci chiaro, come non dire che faccia schifo? Comunque sia è una porcheria, è un mettere le mani nella spazzatura producendone altra e altra ancora, ed il peggiore della politica è il produttore professionista di spazzatura, il politico di “vocazione”, il missionario della politica, l’unto dal Signore che disceso dal cielo ci tormenterà per tutta la sua vita con il suo ruolo istituzionale, per questo, contrariamente alla moda degli ultimi tempi, mi incazzo come una iena quando sento parlare dell’importanza dei giovani in politica, perché vedo che questa frase è tradotta in “professione politico”, ed il politico non deve essere una professione, guardate le cariatidi in senato e parlamento, se controllare i curricula vedrete che erano “giovani della politica”, non è quello il problema, no, se diventi politico da giovane e ti fanno capire che, se ti comporti come si deve, quella sedia potrai averla vita natural durante, con tutti i vantaggi, beh, diventerai perfettametne manovrabile, sarai il politico perfetto, il politico di branco –i politici si muovono in branco, lo sapevate?-, quello che difende il gruppo sempre e comunque perché altrimenti cosa deve fare? Lavorare?! Siamo matti. Lo scollamento della politica dalla realtà non cambia se il politico è giovane, perché entrerà comunque nel sancta sanctorum, in una vita fatta di stipendi notevoli, mezzi gratis, vantaggi ed inviti, impunità, credete che una cosa del genere non possa trascinarti a forza fuori dalla realtà? Tempo un paio di mesi ed il giovane pratico sarà un giovane politico. Il problema non è che sia giovane, vecchio, decrepito, bambino, di salute perfetta, mezzo morto, il problema è che se continua a fare quel “lavoro” non ci capirà più nulla e, in fondo, non gliene potrà fregare più nulla, tanto lui ha vinto la lotteria. Pensate alla vostra vita, fate un sei al superenalotto, vincete 50 milioni di euro, pensate a chi vi è caro, va bene, magari spedite qualcosa in beneficenza, ma, sinceramente, vi interesserà moltissimo il resto del mondo? Io ammetto di no, mi trasferirei in qualche luogo meraviglioso e mi godrei il resto della mia esistenza occupandomi delle mie passioni. Bene, credete che il politico sia invece Sant’Antonio da Padova? San Francesco? Non è un essere umano comune? E’ un missionario? Non sarà invece pronto a difendere con mani, piedi, denti, unghie la sua poltrona e, in fondo, saprà che non potrà mai andargli male dato che se sarà trombato finirà in qualche consiglio regionale o provinciale, in qualche commissione, in un ente, diventerà consulente di qualche importante ente pubblico –non escono mai, mai dico, basta scorrere gli elenchi, non esiste nessun “trombato”, al massimo non sono sotto i riflettori per il momento-
Così, in conclusione, mi permetto di far notare che l’attuale candidato a sindaco di Firenze del Pd dovrebbe smetterla di dichiarare, in ogni momento, che il suo avversario è un ex portiere di calcio mentre lui è un politico professionista, con la faccia e il tono di chi crede di dire qualcosa di geniale, ogni intervista rilasciata in questo modo –e ne ho viste parecchie dove ricorre questo tormentone- saranno voti in meno, perché questo atteggiamento stupido che, sulla base della idea della “nobiltà della politica”, si basa sulla credenza che il politico sia un”nobile”, un eletto per sangue e meriti non puo ‘che essere controproducente. Il politico, l’ho già scritto, è un essere strano, spesso, molti di loro non mostrano alcun interesse, canticchiano due canzoncine al karaoke, comprano un paio di cravatte di cashmere, scrivono prefazioni a qualsiasi cosa gli capiti sotto mano, ma non sembrano interessarsi di nulla, non sembrano sapere nulla, ed uno si chiede sempre come mai? Come mai noi “comuni mortali” che lavoriamo troviamo tempo per seguire i nostri interessi –non intesi come economici, ovvio, quelli li seguono i politici eccome- e loro non ci riescono? Saranno forse vuoti? Giovani e vecchi? Vuoti perché svuotati dal potere, dalla sedia, la sedia li occupa dentro, non c’è spazio per nulla, giusto per leggere il giornale –capendo poco, come è stato rilevato da qualche intervista delle Iene, intervista che pero’ andrebbe fatta anche ai “capi” e non solo ai “gregari”- della attualità sanno poco, in realtà, votano leggi così, senza riflettere, poi tanto, se non fuziona, faranno un’altra legge –non che cancellino la prima-, perché “certe cose non si possono prevedere”, dunque neppure la scusa della esperienza puo’ giustificare il “professionista della politica”.
Tra le molte bellezze che si possono ammirare in Trieste certo ha particolare rilievo la cattedrale di San Giusto, nata dalla unificazione della chiesa di Santa Maria e della chiesa dedicata a San Giusto. Accanto alla cattedrale, più in disparte e per questo non molto frequentato, c’è lo spazio che all’inizio dell’800, per volere di Domenico Rossetti, divenne l’orto lapidario della città, ovvero il luogo dove riunire l’ampia raccolta di iscrizioni della antica Tergeste, la città romana, e della Trieste medievale. Oggi il vero museo lapidario è il castello di San Giusto, a poca distanza dalla Cattedrale, ma restano comunque numerose iscrizioni all’interno dell’orto lapidario, sorta di giardino delle antichità dove è possibile ammirare tutta una ricca serie di iscrizioni di notevole interesse storico e artistico e dove è possibile avere una buona idea del concetto di impiego ed esposizione delle antichità nel pieno ‘800.

Secondo l’intento del Rossetti il luogo doveva fare da degno contesto per la tomba del Winckelmann, il noto archeologo e storico dell’arte, in una sorta di tentativo di onorare l’illustre personaggio e di lavare l'oscura macchia lasciata sulla città dal suo assassinio, avvenuto l’8 giugno 1768, durante un suo soggiorno triestino.

IOANNI WINCKELMANNO
DOMO STENDALIA
PRAEF MONUMENTIS ROMAE CVRANDIS EGERVNDIS
MAXIMA POLITIORIS HVMANITATIS LAVDE FLORENTI
ADITA VINDOBONA SEDEM HONORIS SVI REPETENS
MANV ADVENAE PRODITIORIS HAC IN VRBE PEREMPTVS EST
VI EID IVN AN M DCC LXVIII AGENS AN L M V D XXX
TERGESTINI
AERE CONLATO FAC CVR AN M DCCC XXXII
EXPLANATORI PRAESTANTISSIMO ANTIQVITATIS
A Johann Winckelmann
Originario di Stendal
Soprintendente alla tutela e allo scavo dei monumenti di Roma
All’apice della fama per la sua raffinata cultura
Assassinato in questa città per mano di uno straniero traditore mentre,
visitata Vienna, tornava alla sede del suo incarico,
l’8 giugno 1768, all’età di 50 anni, 5 mesi e 30 giorni.
I Triestini
con denaro raccolto con pubblica sottoscrizione fecero realizzare (questo monumento)
nell’anno 1832 per questo illustre interprete dell’antichità.
Un particolare curioso, segno evidente della attenzione con la quale era stata preparato il cenotafio, è visibile alla sesta linea, dove si sottolinea il fatto che fu una mano straniera, non di Trieste insomma –l’assassino era originario di Pistoia- a commettere il fatto, “manu advenae proditioris”, uno straniero traditore che commettendo questa azione aveva rischiato di macchiare la storia della città con questa illustre vittima. Il cenotafio, un tempo in una nicchia dell’orto lapidario, venne collocato a partire dagli anni trenta al chiuso, in un tempietto di stile classico, sempre all’interno dell’orto. L’iscrizione, circondata dalle altre iscrizioni antiche, è frutto di una attenta riflessione sul modello antico, l’indicazione dell’età del defunto, comprensiva di mesi e giorni, riprende un modello diffusissimo nell’epigrafia romana (in certi casi si arrivava anche al computo delle ore), come è segno di intelligente preparazione del testo la posizione dei donanti, Tergestini, collocati in solitudine alla ottava linea, segno ulteriore della volontà di distinguere bene la “mano straniera” dalle mani triestine che avevano raccolto il denaro e fatto edificare il monumento.


G. B. (spuntando da un angolo di Villa Pamphili): Che è tutta sta caciara?
A. S.: Sst stanno montando la tenda
G. B.: La tenda?
A.S.: La tenda di Gheddafi, è in visita a Roma e mette giù la tenda
G. B. Te credo, viene a giugno a Roma e pretende pure di trovare un posto in albergo? Ma non lo sa che doveva prenotare minimo due mesi prima?
A. S: Abbassa la voce
G. B.: ma poi chi è questo Gheddafi, ma non è un dittatore?
A. S.: Macchè dittatore, è il presidente della Libia
G. B.: Come quell’altro, coso
A. S. Coso?
G.B.: Ma si quer fijo de na mignotta, pace all’anima sua, ora pre nobbi….
A. S: Ma chi?!
G.B.: Coso, che c’hanno fatto tutta sta guerra e tterremoto, coso Saddam
A.S.: Ah Saddam Hussein, ma quello han detto che era un dittatore
G. B.: E questo che è?
A.S. Te l’ho detto, il Presidente della Libia
G.B. Ma ppuro quello era Presidente del Irak, co tanto de patacca, e ppuro questo tiene un mare de patacche, non vedi il petto? Ma dimme un po’ su questo Gheddafi
A.S. Ha preso il potere con un colpo di stato militare contro il re Idris I
G. B.: E perché il colpo di stato de Saddam non vale uguale?


A.S.: E che ne posso sapere io, ti riferisco quanto dicono. E poi senti cosa dicono qui (apre un giornale e glielo mostra), Saddam era un dittatore sanguinario, i figli massacravano come niente fosse gli Irakeni
G.B.: E quanno nel 1996, allo stadio per un torto arbitrale la folla gridò contro la squadra del figlio di Gheddafi e quello je fece sparà addosso? Che mi dici?
A.S.: Dico, meno male che il campionato è finito in Italia. Che ti devo dire, non è certo che mi faccia piacere vederlo.
G.B.: Ma poi si puo’ sapere che è venuto a fare con tutta sta Corte papale al completo
A.S.: Dicono che deve parlare in Senato
G.B.: In Senato, e de che?
A.S.: Delle scuse e dei soldi
G.B: C’ha fatto le scuse e ce riempie la saccoccia, vedi un po’ che ti combina questo, capischi? Almeno non è venuto a rompe li cojjoni,
A.S: Guarda che hai capito male, le scuse le abbiamo fatte noi e i soldi glieli diamo noi
G.B: E questo viene dalla sua buscia per chiedere denaro, scuse di cosa?
A.S.: Colonialismo, sfruttamento, la politica di Mussolini
G.B.: Mussolini er dittatore? Quello che annava a fa la guerra e mandava a morì ammazzati milioni di italiani?
A.S.: Quello
G.B: Mo questo parla de dittatori, ma lui non è dittatore, c’ha i fiji che menano e sparano ma l’altro era dittatore e questo no
A.S: L’altro appoggiava il terrorismo
G.B.: E questo non faceva sartà pe aria aerei? In pratica me dici che poi esse fijo de na mignotta quanto te pare ma se te chiamo democratico sei democratico e se te chiamo dittatore sei dittatore? Uno puo’ partì dittatore, cambiarsi in democratico e restà venerato e onorato come se fosse bbuono?
A.S.: In pratica sì
G.B. E via na ggenuffressione, via n’ onoranza militare, te piace massacrà gli avversari, se fai il bravo, ce fai commercià e non ce rompi li cojoni poi fa come te pare. Ogni agnello ar su' macello, noi ce famo macellà da questo,
A.S: Che posso farci io, son tutti concordi questi, gli fanno le acclamazioni
G.B: Sai come campa sta gente? Il politico maggna, bevve, va a spasso
A.S.: Ma questo non è qualunquismo?
G.B: E che è il qualunquismo?
A.S.: Non ne ho idea, scusa, mi hanno inculcato come riflesso automatico di dire “qualunquismo” ogni volta che qualcuno attacca un politico per il suo “non lavorare”
G.B.: Sta gente passa il giorno a contà i dindi, poi te manna in guerra, te fanno ammazzà e poi se levano una mattina e fanno il proclamo: ce semo sbagliati, questo è bbono , l’altro è il cattivo, e te mannano i fiji a farsi sparà in testa dall’altra parte

