More pity that the eagle should me mew’d. While kites and buzzards prey at liberty (Shakespeare)
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L'originale faceva ridere.
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Cortina di Gas
Ovviamente il tutto condito da discorsi storici del tenore: non è bello cio' che è bello, viva la libertà, il bene è meglio del male, internet libero, siamo tutti amici, mia nonna mi raccontava le storie la sera, ho uno zio partigiano..... l'accordo sul clima è ottimo "invece di firmare qualcosa di vincolante ORA, diciamo che faremo qualcosa POI", mi ricorda tanto un certo Nobel sulla fiducia.
PS: E intanto quel gentiluomo di Gheddafi arringa una folla femminile e veste i panni del missionario tra i barbari, pronto a convertire con il suo insegnamento e 50 euro a testa.
Rispetto ad una nota opera di Piero Manzoni la tivù italiana non è certo d'artista
Gustave Doré, Souvenir d'Ecosse
L’alba non dirada i canti, né gli ultimi suoni,
ma la mente sola puo’ gettare nel nulla
l’architrave traforata dal moto
d’una luna apparsa,
d’incanto,
tra quelle bandiere squarciate che son nubi,
distese a cielo a cielo pressapoco
come un inestinguibile immenso manto
che diviene al rimbobar di fuoco
d’una foglia autunnale lo specchio stanco.
Vedi allora delle piccole e grandi cose
l’invano vanto
e dell’anemone traghettator di rose
su una distesa di tempo emetico
-suo è il rigettare mode e pose-
il cangiar in papavero retico,
questo giallo l’altro bianco,
perché mai v’è stato altro giorno
come quello del secolo d’ora
che sia stato così anestetico,
perché mai v’è stata altra bora
a sconquassare di schianto il nulla
per dare alla rinfusa il suo niente,
piccolo, docile, cane perdente
bave e bava dalla strana luce
che pare quasi produrre la limassa
e non essa della luna
ma la luna d’ essa
sembra fare da risuono e grancassa,
così talvolta il mio sguardo si posa
su queste così finite e minute
cose che s’agitano sulla terra,
pensando che non il mio sguardo
ma il loro corpo un senso serra
e che ogni mio pensiero
ch’io tra certo e incerto traguardo
sia solo e soltanto perdiora
lanciata su uno stagno che è cielo
senza tramonto e aurora
Michelangelo, Giudizio Universale, particolare
In merito alle reazioni successive al pronunciamento europeo sulla questione del crocefisso sinceramente non ho visto casi d’isteria collettiva, dico tra le persone, da parte del Vaticano una reazione piuttosto prevedibile e diplomatica –si è puntato sul fatto culturale e non su quello religioso perché ci si sente già sotto osservazione per via dell’ora di religione a scuola-, da parte di qualche politico la solita reazione chiassosa, ma i politici sono quello che sono, non possiamo aspettarci molto di più. Per il resto ho visto invece poca partecipazione alla questione. Questa della croce in classe è, come dicevo, un corollario dell’altra decisione. Riguardo alla presenza del crocefisso sono convinto che sia un errore imporlo per legge come è un errore toglierlo per legge, mi sembrerebbe più logico pensare ad un mondo dove ci siano scuole che lo presentino o meno (e ci sono scuole che da moltissimi anni non hanno alcun crocefisso alla parete, anche in Italia), d’altro canto penso, in tutta sincerità, che l’idea propagandata da molti fautori della sentenza di un “sentirsi offeso o turbato” per il crocefisso in aula sia una assoluta stupidaggine, mi spiego, in cosa il credo o il non credo religioso di una persona sarebbe danneggiato o offeso dalla visione del simbolo di un’altra religione? Posso essere turbato o infastidito dalla derisione del simbolo della mia religione, questo sì –e si deve riconoscere che il crocefisso è stato più che preso per i fondelli in molti casi, spesso con il pretesto di pseudo provocazione artistica, cosa che con altre religioni ci si guarda bene dal fare-.
Quella della offesa per la presenza del crocefisso penso sia un pretesto per dare spazio o a fanatismi veri e propri o a isterismi di madri che si sentono molto vive se professano quanto sono modernamente atee. La presenza di un crocefisso è un fatto ben differente dalla imposizione dell’ora di religione, quella andrebbe abolita, la dottrina si impara a catechismo o nelle comunità, non certo a scuola dove non andrebbe insegnata né quella cattolica, né altra. Quando si chiede di togliere il crocefisso accampando la scusa della offesa alla altrui religione si dimostra di essere o in mala fede o di avere una concezione delle religioni come di bande armate in eterno conflitto, a me non ha mai infastidito, e non mi si dica che un bambino puo’ restare impressionato vedendo un uomo inchiodato ad una croce, è ridicolo, i bambini vedono cose molto più dure e gravi tutti i giorni e nessuno se ne è mai preoccupato. Per quanto riguarda la questione delle radici cristiane dell’europa la verità è che molti, con profonda ignoranza per il proprio passato, hanno fatto questa equazione Radici cristiane = vado a messa tutte le domeniche. Si sono detti “no, non ci vado, dunque non mi interessa, è uno scontro tra preti” mentre è profondamente errato, quelle radici cristiane non erano un assenso ai preti pedofili, un dire di sì alle pallide e retoriche prediche di qualche parroco imbolsito e annoiato, né un sostegno a politiche di diniego dell’eutanasia, non è questo, questo è aderire ad una religione e seguirne i dettami, non sono queste le radici cristiane (notare cristiane e non cattoliche) le radici cristiane dell’Europa sono quelle che ci permettono di capire i frutti e tali frutti infiniti prendono i nomi di Arnolfo di Cambio, Sant’Ambrogio, Wulfila, Michelangelo, e si potrebbe andare avanti senza mai concludere, dire di no alle radici cristiane significa dire di no a tutto questo, considerare tutto un orpello, una strana decorazione nata per motivi ignoti, all’improvviso, su terreno ignoto. Che l’Europa ci voglia figli dell’ignoranza e solo di questa è comprensibile, un popolo senza passato accetterà tutto e non saprà neppure valutarlo, un popolo senza comprensione del proprio passato accetterà che il Grande Fratello istituisca i suoi uffici dove si cambiano i libri, si modifica la storia, cosa già iniziata con alcune strane riattribuzioni di certi eventi o di certe invenzioni o la pretesa di accrescere l’influenza di altre culture sulla nostra più di quanto in realtà abbia influito davvero, fino ad affermazioni tanto stupide da poter essere accettate senza reagire solo se si ha una conoscenza pari a zero del tutto. Il mondo che si vuole è un mondo che si beve le parole dei telegiornali, sempre pieni di scempiaggini grammaticali o di pensiero, che si sorbisce senza fiatare il tal opinionista della domenica, che si piega ad ogni parola del politico XY perché è simpatico e si presenta bene, possono pure parlare di Romolo e REMOLO, di Waterloo vinta da Napoleone, tanto il popolo è bue, possono raccontarti tutto quello che vogliono, tanto chi potrà mai contestarli? Questo è il grave, questo è il problema fondamentale alla base di tutto secondo me, il cristianesimo non è cancellabile con una spugna, la sua influenza sulla cultura dell’Europa non è considerabile come accessoria, tolto quello dovremo togliere anche il resto.
Ma quale è l’idea del mondo antico che ha l’Europa? Questo mi sono chiesto al momento della scelta delle “giuste radici”. Non ho sentito parlare di ampie consultazioni tra gli storici, ho sentito molto blaterare politico e dunque è giusto domandarsi: quale concezione del mondo greco-romano hanno avuto i signori del consiglio europeo? Ebbene, come un qualsiasi studente universitario dovrebbe sapere, il mondo greco e, soprattutto, il mondo romano è imbevuto nel sacro, lo Stato stesso è imbevuto nel sacro, non nel senso di una teocrazia dove la religione influisce sulla legge o la legge deriva dal testo sacro, ma nel senso che il magistrato romano compie anche gesti sacrali, richiami alle divinità, auspicia, funzioni sacre, dediche di templi; il mondo greco e romano, si legga Pausania per il greco, trabocca di raffigurazioni sacre, ogni strada, ogni via, una statua, una dedica, un tempio, la religione è sia privata che pubblica e convivono beatamente, assieme al famoso Pantheon allargato.
Michelangelo, GIudizio Universale, particolare
Dica quello che vuole l’Europa delle sentenze sul prosciutto, l’inseminazione artificiale e la lunghezza delle banane, insomma una sorta di carrozzone piuttosto confuso sul quale si affrontano temi seri e scempiaggini con poca differenza di concentrazione. Dica quello che vuole e prosegua pure –come impedirlo?- nel mostrare di essere composta da una marea di ignoranti, di ignoranti profondi, quelli che non conoscono l’ABC della storia dell’Europa. La faccenda del crocefisso è un corollario della ben più grave negazione delle radici cristiane. Al grido di l’Europa è Greco-Romana (notare il trattino, non si poteva dire che era solo Romana, l’apporto della Grecia, il legame con il mondo Greco, non si poteva dimenticare perché fondamentale) i capoccia locali hanno pensato bene che un secondo trattino non ci dovesse essere, come se tutto quello che è stato e, in parte, è oggi (ma sempre meno) l’Europa non debba qualcosa, molto, anche a quel secondo trattino che manca. Così l’Europa ha le radici monche, nella strana idea che una pianta privata di parte delle sue radici sopravvivrà bene. Naturalmente poi ci rifilano la predica sulla mancata conoscenza del passato, sulla scarsa consapevolezza, in Italia, di cose è stata la lotta per l’Unità, etc etc. Divertente, o meglio, sarebbe divertente se non fosse grottesco. Fate un esperimento a casa, vi sedete, pensate di poter togliere il cristianesimo e tutto quello che ne è derivato dalla Storia e iniziate a vedere cosa vi resta in mano, è un gioco che potete fare tutti, io ad esempio, che mi considero pagano (non certo ateo), posso fare questo esperimento e così chiunque altro. Ad un primo livello, quello un po’ chiassone da parlamentare europeo, si verrà fuori con la solita solfa, non ci sarebbero state le persecuzioni dell’inquisizione, non ci sarebbero state le Crociate, e lì il nostro europeo pianta le mani sui fianchi e ti guarda come per dire “vediamo come ne vieni fuori”. Questo è il livello chiassone, quello che rifila le prime ovvietà –qualcuno nega che il mondo greco-romano privo di cristianesimo, ebraismo o islam fosse esente da guerre di religione?- credendo di avere chiuso la partita, peccato che se allo stesso si dicesse “è il coltello che uccide o l’uomo?” questo ti risponderebbe tranquillo che è l’uomo ed il coltello è utile, insomma su altre cose sarebbe forse più disposto a parlamentare. Superato il livello chiassone, reso chiaro al nostro europeo che qui non si dice “evviva è arrivato il cristianesimo nel mondo romano”, ma, piuttosto, “è arrivato il cristianesimo nel mondo romano”, ovvero un dato di fatto che, salvo invenzioni dell’ultima ora, non si puo’ cancellare, possiamo scendere un po’ più nel profondo, magari nel campo dell’arte e del pensiero, campo un po’ complicato per i nostri parlamentari europei (la famosa questione che un politico si occupa di politica e niente altro, ma poi si trova a decidere in merito al resto), ebbene signori miei, vi piaccia o meno, la sintesi tra mondo greco e cristiano, sintesi fondamentale per distinguere
Dicendo questo faccio pure torto a tutto quello scrigno di ricchezze medievali che sono imbevute totalmente nel cristianesimo.
Se vogliamo ignorare la spinta di ripresa e il fattore di coesione del cristianesimo dobbiamo fermarci a ben prima di questo, dobbiamo dire che questa non è Europa, Europa è una entità morta improvvisamente, magari attorno al IV-V secolo d. C. (ma sono largo nelle datazioni, anzi direi un po’ chiassone, se l’imperatore Severo Alessandro aveva Cristo nel Pantheon dovrei dire principi del III, se, come risulta, già in epoca Flavia avevamo membri della elite convertiti siamo già al I d. C.) e resuscitata, immagino, a cavallo della Rivoluzione Francese, 1789 dunque, riemersa dalla tomba. Vogliamo questo? Allora diciamo che il risorto ha lasciato posto alla risorta, la continuità della storia (concetto non così banale) ha ceduto il posto alla storia a singhiozzi, vogliamo questo? E sia. Certo, a questo punto dobbiamo porci il problema su quanto della Storia dal
Albrecht Dürer
No, perché questo mondo non è sconcio,
neppure sciapito o inane,
ma solo il teatrino che a me stesso acconcio,
un battagliar placido di rane
Pieghevole come un sipario cartonato,
sul quale fare pressione
con modo e senso che è già stato dato
al momento della creazione
Ed è presago chi non muove più la mano
Né accumula forze che tanto poi sperde
Per dare forma e misura sempre invano.

PROMEMORIA PRESIDENZIALE
NEGATIVI
- Firmato il National Defense Authorization Act, 680 milioni di dollari di spesa militare (25 milioni in più di quelli stanziati dalla amministrazione Bush)
- 45 attacchi a suon di bombe sul Pakistan
- Continua la presenza di truppe in Irak e Afghanistan
- Elezione farsa in Afghanistan
- Crollo delle piccole banche (già si annuncia una seconda crisi americana) mentre si sono salvate giusto le grandi e giusto giusto quelle che hanno finanziato la sua campagna (vd. qualche puntata precedente)
- Affidata la dirigenza del Food Safety Working Group ad una persona strettamente legata ad una potentissima multinazionale.
- Situazione con l'Iran identica alla passata presidenza
- Misteriosa svendita della GM
- Non ha perdonato il pugile Jack Johnson
POSITIVI
- Avviata la riforma sanitaria
- Ha presenziato all'arrivo della bara di un caduto
Ovviamente dall'elenco dei positivi mancano molte altre cose, ma è per una questione di selezione, ovvero si è voluto non mettere in elenco le cose "dette" e si è preferito mettere le cose "fatte", dato che si è fuori dalla campagna presidenziale direi che le cose dette e gli slogan lasciano oramai il tempo che trovano. Ovviamente ho escluso anche le festicciole e tutte quelle altre cosettine che fanno tutti i presidenti (vd cibo alla mensa dei poveri) ma che, secondo i telegiornali, pare fare solo Obama e consorte.
J. M. W. Turner, Heidelberg, 1847-1848
Non c’è tempo per le consacrazioni,
i carnevali ributtanti dei cioccolatai d’ultimo pelo,
e per ogni pedestre tentativo
di venire alle mani con il tempo e scolpire un volto,
ve ne sono mille e non cento
di fallimenti da elencare sotto un porticato tanto ampio
da fare invidia alla sorella d’Agrippa.
Eppure ci sono ancora di questi
Che praticano l’ostetricia cimiteriale del “mi racconto”
Perché lo pensano men discreto
Più sociale, ma è tanto ammuffito quanto la parete
Più umida della loro piccola casa,
Ed è un vizio che è dettato dalla pretesa del vivere
Giacchè, parliamoci chiaro, vivere è pretesa
Sì, il vivere è sempre intimamente una pretesa,
fuggevole, insensata,
un tendere l’arco per colpire una distesa
invisibile, una vetrata
immensa e inesistente benchè paia estesa,
come una cosa immediatamente nata,
paragonabile, nel mio sonno, alla resa
d’una cattedrale sventrata
da una bomba precisa, ecco da dove nasce
il frantumo della vetrata.
E vedo all’improvviso indicatomi dall’incerto dito
Di un compagno rannicchiato
Un volto riaffiorato
Dal cumulo di terra dove l’avevano seppellito,
Un volto come il nostro
Ma forse solo più scarnito
Puntuto, tutto rostro,
Dilavato all’infinito
Dalle lacrime di chi l’ha lasciato,
Dalla pioggia che è caduta ad ogni istante
Inumidendo la zolla,
Dalla pioggia che a noi l’ha riportato
Raffiorante dalla fossa dove l’hanno seppellito
La fossa verticale d’una trincea
Come tante
Il posto dove ti danno il ben servito
Ed ho visto in quel volto di sasso il non finito
Di Michelangelo,
In lui che raggelato gridava a ragione
D’essere non di pietra, ma di carne,
tramutato in quel affranto prigione
che cedeva alla fatica dopo lo schianto
delle membra per liberarsi dall’incanto
d’una terra che non è più nostra né sua
ma è campo aperto all’insonne vigilia
che ci strappa le ore dell'ultimo riposo.

Salvador Dali, Morphological Echo, 1936
Ho composto degli astri
per un tempo che non ha cielo
e dell’invocare d’un vecchio veliero
la parvenza d’una prua all’orizzonte
del mare che non fosse senza limiti
ho fatto quasi un simulacro bifronte.
O chiglia sospirata dal flutto
d’un eburneo stelo incline
a increspare la piana fronte del Tutto
per negare al suo viaggio la fine,
siedo sulla riva
sulla riva d’un cumulo di strame
raccolto da un contadino sbilenco
e nei suoi riflessi vedo il cordame
ch’intrecciandosi dona l’elenco
dei patimenti, il nodo del mio soffrire,
ad ogni sosta tesa in un unico grano
ravvedo come in un passaggio il partire,
il tagliare l’onda e l’approdare,
ad ogni sosta tesa in un unico grano
lo stesso cammino del tornare
- al viaggio del mare presiede Giano
e non Nettuno, egli giusto l’accoglie –
ma chi siede sopra al seggio del giacere?
Non certo chi degli insepolti vigila la sorte,
perché insepolto è chi gode di luce e fuoco,
mentre di me e di te le medesime porte
del mondo son senza cardini e non han gioco.
Qualcuno nella casa, tra le onde,
sulla spiaggia, tra la roccia e le mura,
ha dato alla infanda parola di morte
l’accento d’una sorte sicura,
qualcuno ha prestato la mano,
qualcuno ha schernito chi chiede,
eppure sento come
poggiare al mio il tuo piede
Meglio un ministro con portafogli che un ministro portafigli, l'unica carica ereditaria dovrebbe essere quella dell'orologio a carica manuale del babbo.
Benito Rebolledo Correa, Goats grazing on a hillside