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venerdì, 20 novembre 2009
MARCHI DI FABBRICA CINQUE: ACHTUNG! IL CAPO HA PARLATO.

ceausescu_helicopter_leaving

Quella di Marchionne è una epopea, si potrebbero scrivere milioni di pagine su questo uomo adatto ad ogni stagione, questo eroe dei nostri tempi, partito con un sogno in testa e tra le pieghe del maglione,il grande capo della fiat (non solo) dopo aver conquistato l'America, grazie ad aiuti alle alte sfere, ha tentato di spezzare il colosso teutonico, ma con scarsi risultati. Le sue promesse erano prosperità per il mondo e soprattutto per l'Italia, zero licenziamenti, rilancio di tutte gli stabilimenti (al massimo li avrebbe riconvertiti), poi, improvvisamente, si è iniziato a sentire qualche piccolo scricchiolio nel monumento perenne. Oggi Marchionne è sbottato e ha detto "insomma, non possiamo pretendere di mantenere tutti gli stabilimenti aperti". Che gentaglia i lavoratori della Fiat, pretendono che il loro grande capo, l'uomo dal maglione perfetto (anche in estate!) li faccia tutti lavorare, caspita, ma lui allora perchè doveva aumentare gli investimenti della Fiat entrando anche nella GM? Per far lavorare gli italiani? Ma siamo pazzi? Quì c'è davvero gente che, poverina, non capisce i concetti base della grande economia: operaio non puoi sempre far partire tutto da concetti oramai sorpassati come pane, stipendio e famiglia, la grande economia ha bisogno di concetti nuovi, maglioni, investimenti, stile, perchè ti ostini a non capirlo?! Viva Marchionne dunque, il nostro capo supremo, che con sforzo TITANICO ogni mattina, in elicottero, viene dalla Svizzera e risolve tutti i problemi, risana ogni cosa e apre nuovi mercati per i figli del DOMANI, quei figli che verranno svezzati a petrolio e ferro, il pane sarà superato e così ogni lamentela. Prevedo che anche lo stipendio sarà sostituito da una manciata di bulloni, in fondo l'importante è fare parte della grande famiglia e quando vedremo il faccione sorridente di Marchionne, reso ancora più raggiante dal blu del suo maglione, beh, ci sentiremo anche noi un po' milionari e sapremo in cuor nostro che un po' delle sue ville sono anche le nostre, che quando mangia cibi squisiti e ricercati è un po' come se li mangiassimo anche noi , che grande uomo!

PS: La foto riprende la famosa fuga di Ceausescu in elicottero, non ho trovato foto dell'elicottero di Marchionne ma mi sembra che l'una valga l'altra.

Postato da: AntonioSabino a 20:57 | link | commenti
sono polemico

giovedì, 19 novembre 2009
IL GESTO DEL SILENZIO

San_Pietro_Martire_che_ingiunge_il_silenzio,_angelico_san_marco_thumb[4]                         San Pietro martire ingiunge il silenzio, Beato Angelico

Augusto amava il gesto del silenzio, il dito posto davanti alla bocca a suggerire, con una certo fare tra il sacrale e l'autoritario, la necessità di non emettere parola.  Recentemente questo gesto è riapparso (almeno così dicono le testimoni) in occasione di una lezione coranica di Gheddafi, una delle ospiti del Dittatore ha posto una domanda proibita "Berlusconi e le donne a Villa Certosa", Gheddafi ha pensato bene di intimare in questo modo il silenzio alla incauta. Questo episodio, inserito all'interno della grottesca cornice di un Dittatore che arringa una folla di prezzolate ammiratrici, esortandole alla conversione e promettendo di pagare loro il viaggio alla Mecca (non si è capito se solo l'andata), è stato trattato da giornali e televisioni con i dovuti accenti ironici: un esempio di quanto sia buzzurro (tanto per usare un termine adeguato) il capo libico. Non credo ci fosse bisogno di nuove prove dopo la pietosa pagliacciata con tanto di foto del martire appuntata al petto tra le innumerevoli medaglie, innumerevoli e ignote dato che non si registrano vittorie militari del buffone. Panorama ha invece spinto sul tasto della indignazione, o meglio, ha sfruttato la situazione per chiedersi dove fossero finiti tutti quelli che criticavano aspramente le parole di Berlusconi alla Bindi e quelli che hanno la bocca piena di "civiltà cristiana" e si dicono preoccupati per la condizione femminile delle donne nell'islam. L'articolo di Panorama, diciamolo tranquillamente, mostra di essere un ulteriore esempio di come i giornalisti dicano le cose a metà e facciano pure ampia confusione. Il lasciapassare a Gheddafi lo ha dato proprio il padrone del vapore, difficile negarlo, e probabilmente gli avrà pure fatto capire che in Italia si puo' fare tutto: se il Presidente del Consiglio non si pone nessun problema nel fare festini dalla mattina alla sera perchè dovrebbe porselo il Dittatore libico? Verissimo che ci sono silenzi imbarazzanti, ad esempio da parte delle femministe, ma non è una novità, le femministe sono in silenzio da un decennio o più su questi argomenti "scomodi", proteste vere contro evidenti problemi come la presenza di schiave nel mondo arabo, schiave trapiantate pari pari in Occidente e fatte passare per cugine, nipoti o altro -vi è mai capitato di osservare un islamico di quelli ultra conservatori a spasso, magari con moglie e figli, e più dietro una donna che li segue? A me è capitato più di una volta- ma si tratta di silenzi diffusi in tutta la società, non v'è colore politico nella cosa (come invece pare suggerire l'autore dell'articolo), v'è incertezza, timore di essere considerati politicamente scorretti e interessi, molti, moltissimi interessi. Quando Gheddafi indica il silenzio compie un gesto che gli Italiani dovrebbero comprendere perfettamente, infatti questa è una delle Nazioni dove viene applicata con maggiore frequenza la tecnica del silenzio. Se badate bene ci sono notizie che dovrebbero occupare per settimane e settimane i telegiornali ed invece scompaiono nel nulla, magari già il secondo giorno sono passate tra la cronaca locale, oppure neppure vi vengono presentate. Non sarà un caso che Bertrand Russell nel suo articolo Free Thoughts and official propaganda esortasse nelle scuole elementari ad insegnare l'arte di NON CREDERE ai giornali, ovvero di leggerli con incredulità, facendo l'esercizio di leggere quei numeri nei quali i giornalisti negavano apertamente una verità che la Storia aveva poi svelato. Tra i tanti casi mi sembra curioso che il recente attentato alla caserma di Milano sia totalmente svanito dalle cronache, mentre in America il recente attentato alla base militare continua ad essere affrontato. Spero non mi si vorrà dire che quello di Milano non è da indagare solo perchè, per fortuna, non ci sono stati morti. In entrambi i casi abbiamo persone che si trovano sul territorio da molto tempo (uno addirittura, l'americano, dalla nascita), persone che rientrano nella categoria tanto cara ai nostri politici degli "integrati", ma tutto questo all'Italia non interessa, probabilmente, si dirà, non si vuole creare un clima di tensione, dunque è meglio lasciare la popolazione a rimbambirsi davanti al televisore dimenticando in due giorni quello che è successo, e funziona davvero così per la maggior parte delle persone, un accumulo di dati inutili che cancellano altre cose. Si tratta di una tecnica che ha prodotto molti risultati negli anni e puo' essere applicata quasi ad ogni argomento. Non parlare di una cosa significa farla sparire dalla sensibilità comune di una Nazione, non risulta più un discorso noto, ci si puo' arrivare solo attraverso uno sforzo o di memoria o di logica e molti non fanno nè il primo nè il secondo. Prendiamo le vittime di Mafia. Tre nomi per tutti, Falcone, Borsellino e Fava, tutti e tre cosa dicevano di fondamentale? Quale è la ragione della loro condanna a morte?  Sono morti perchè dicevano che la Mafia è cattiva? Ovviamente no, tutt'oggi si grida a pieni polmoni in merito a questo. Perchè dicevano che Riina era il capo della Mafia? ALtra cosa che tutti dicono e ripetono. C'è una cosa invece che manca oramai da tempo o se è trattata è trattata ai margini, non è ribadita a gran forza come facevano loro (si veda l'ultima intervista di Fava), una cosa che dagli sceneggiati televisivi sulla Mafia è totalmente scomparsa e che nei dibattiti pubblici non si sente mai, eppure ci si puo' arrivare a logica, davvero, con uno sforzo minimo si puo' concludere che dal mosaico che viene presentanto mancano una infinità di tessere e che quelle immagini, oramai quotidiane in film e telefilm, dei bulletti armati di mitra e del capo un po' contadino e un po' filosofo, non descrivono tutto. Lascio la parola a Fava che descrive perfettamente quello che oramai non si dice più.




Postato da: AntonioSabino a 10:15 | link | commenti (3)
gheddafi, giuseppe fava, falcone, borsellino, sono polemico, vagando per il mondo, ecumenico rincoglionimento

martedì, 17 novembre 2009
QUANDO CREDI DI AVERLE VISTE TUTTE....

IdoloDelleDonneL'originale faceva ridere.

Postato da: AntonioSabino a 17:59 | link | commenti (3)
gheddafi, Ecumenico rincoglionimento

lunedì, 16 novembre 2009
COPERTA CORTINA

3_masons_churchill_truman_stalin_potsdam2                                             Cortina di ferro

image-9-for-obama-drama-gallery-259529764                                                 Cortina di Gas

Ovviamente il tutto condito da discorsi storici del tenore: non è bello cio' che è bello, viva la libertà, il bene è meglio del male, internet libero, siamo tutti amici, mia nonna mi raccontava le storie la sera, ho uno zio partigiano..... l'accordo sul clima è ottimo "invece di firmare qualcosa di vincolante ORA, diciamo che faremo qualcosa POI", mi ricorda tanto un certo Nobel sulla fiducia.

PS: E intanto quel gentiluomo di Gheddafi arringa una folla femminile e veste i panni del missionario tra i barbari, pronto a convertire con il suo insegnamento e 50 euro a testa.

Postato da: AntonioSabino a 10:41 | link | commenti (6)
cina, gheddafi, crisi economica, sono polemico, mr obamaaaaaaa

domenica, 15 novembre 2009
MINIMAE

Rispetto ad una nota opera di Piero Manzoni la tivù italiana non è certo d'artista

Postato da: AntonioSabino a 18:08 | link | commenti (3)
tv , piero manzoni, minimae

martedì, 10 novembre 2009
L'INVANO VANTO

Dore_Gustave_Souvenir_D-Ecosse                          Gustave Doré, Souvenir d'Ecosse

L’alba non dirada i canti, né gli ultimi suoni,

ma la mente sola puo’ gettare nel nulla

l’architrave traforata dal moto

d’una luna apparsa,

d’incanto,

tra quelle bandiere squarciate che son nubi,

distese a cielo a cielo pressapoco

come un inestinguibile immenso manto

che diviene al rimbobar di fuoco

d’una foglia autunnale lo specchio stanco.

 

Vedi allora delle piccole e grandi cose

l’invano vanto

e dell’anemone traghettator di rose

su una distesa di tempo emetico

-suo è il rigettare mode e pose-

il cangiar in papavero retico,

questo giallo l’altro bianco,

perché mai v’è stato altro giorno

come quello del secolo d’ora

che sia stato così anestetico,

perché mai v’è stata altra bora

a sconquassare di schianto il nulla

per dare alla rinfusa il suo niente,

piccolo, docile, cane perdente

bave e bava dalla strana luce

che pare quasi produrre la limassa

e non essa della luna

ma la luna d’ essa

sembra fare da risuono e grancassa,

così talvolta il mio sguardo si posa

su queste così finite e minute

cose che s’agitano sulla terra,

pensando che non il mio sguardo

ma il loro corpo un senso serra

e che ogni mio pensiero

ch’io tra certo e incerto traguardo

sia solo e soltanto perdiora

lanciata su uno stagno che è cielo

senza tramonto e aurora


Postato da: AntonioSabino a 11:05 | link | commenti (6)
viver per rime

domenica, 08 novembre 2009
UNA PIANTA CHIAMATA EUROPA - 2

Mannetje10100406M-vi

                  Michelangelo, Giudizio Universale, particolare

In merito alle reazioni successive al pronunciamento europeo sulla questione del crocefisso sinceramente non ho visto casi d’isteria collettiva, dico tra le persone, da parte del Vaticano una reazione piuttosto prevedibile e diplomatica –si è puntato sul fatto culturale e non su quello religioso perché ci si sente già sotto osservazione per via dell’ora di religione a scuola-, da parte di qualche politico la solita reazione chiassosa, ma i politici sono quello che sono, non possiamo aspettarci molto di più. Per il resto ho visto invece poca partecipazione alla questione. Questa della croce in classe è, come dicevo, un corollario dell’altra decisione. Riguardo alla presenza del crocefisso sono convinto che sia un errore imporlo per legge come è un errore toglierlo per legge, mi sembrerebbe più logico pensare ad un mondo dove ci siano scuole che lo presentino o meno (e ci sono scuole che da moltissimi anni non hanno alcun crocefisso alla parete, anche in Italia), d’altro canto penso, in tutta sincerità, che l’idea propagandata da molti fautori della sentenza di un “sentirsi offeso o turbato” per il crocefisso in aula sia una assoluta stupidaggine, mi spiego, in cosa il credo o il non credo religioso di una persona sarebbe danneggiato o offeso dalla visione del simbolo di un’altra religione? Posso essere turbato o infastidito dalla derisione del simbolo della mia religione, questo sì –e si deve riconoscere che il crocefisso è stato più che preso per i fondelli in molti casi, spesso con il pretesto di pseudo provocazione artistica, cosa che con altre religioni ci si guarda bene dal fare-.

Quella della offesa per la presenza del crocefisso penso sia un pretesto per dare spazio o a fanatismi veri e propri o a isterismi di madri che si sentono molto vive se professano quanto sono modernamente atee. La presenza di un crocefisso è un fatto ben differente dalla imposizione dell’ora di religione, quella andrebbe abolita, la dottrina si impara a catechismo o nelle comunità, non certo a scuola dove non andrebbe insegnata né quella cattolica, né altra. Quando si chiede di togliere il crocefisso accampando la scusa della offesa alla altrui religione si dimostra di essere o in mala fede o di avere una concezione delle religioni come di bande armate in eterno conflitto, a me non ha mai infastidito, e non mi si dica che un bambino puo’ restare impressionato vedendo un uomo inchiodato ad una croce, è ridicolo, i bambini vedono cose molto più dure e gravi tutti i giorni e nessuno se ne è mai preoccupato. Per quanto riguarda la questione delle radici cristiane dell’europa la verità è che molti, con profonda ignoranza per il proprio passato, hanno fatto questa equazione Radici cristiane = vado a messa tutte le domeniche. Si sono detti “no, non ci vado, dunque non mi interessa, è uno scontro tra preti” mentre è profondamente errato, quelle radici cristiane non erano un assenso ai preti pedofili, un dire di sì alle pallide e retoriche prediche di qualche parroco imbolsito e annoiato, né un sostegno a politiche di diniego dell’eutanasia, non è questo, questo è aderire ad una religione e seguirne i dettami, non sono queste le radici cristiane (notare cristiane e non cattoliche) le radici cristiane dell’Europa sono quelle che ci permettono di capire i frutti e tali frutti infiniti prendono i nomi di Arnolfo di Cambio, Sant’Ambrogio, Wulfila, Michelangelo, e si potrebbe andare avanti senza mai concludere, dire di no alle radici cristiane significa dire di no a tutto questo, considerare tutto un orpello, una strana decorazione nata per motivi ignoti, all’improvviso, su terreno ignoto. Che l’Europa ci voglia figli dell’ignoranza e solo di questa è comprensibile, un popolo senza passato accetterà tutto e non saprà neppure valutarlo, un popolo senza comprensione del proprio passato accetterà che il Grande Fratello istituisca i suoi uffici dove si cambiano i libri, si modifica la storia, cosa già iniziata con alcune strane riattribuzioni di certi eventi o di certe invenzioni o la pretesa di accrescere l’influenza di altre culture sulla nostra più di quanto in realtà abbia influito davvero, fino ad affermazioni tanto stupide da poter essere accettate senza reagire solo se si ha una conoscenza pari a zero del tutto. Il mondo che si vuole è un mondo che si beve le parole dei telegiornali, sempre pieni di scempiaggini grammaticali o di pensiero, che si sorbisce senza fiatare il tal opinionista della domenica, che si piega ad ogni parola del politico XY perché è simpatico e si presenta bene, possono pure parlare di Romolo e REMOLO, di Waterloo vinta da Napoleone, tanto il popolo è bue, possono raccontarti tutto quello che vogliono, tanto chi potrà mai contestarli? Questo è il grave, questo è il problema fondamentale alla base di tutto secondo me, il cristianesimo non è cancellabile con una spugna, la sua influenza sulla cultura dell’Europa non è considerabile come accessoria, tolto quello dovremo togliere anche il resto.

Ma quale è l’idea del mondo antico che ha l’Europa? Questo mi sono chiesto al momento della scelta delle “giuste radici”. Non ho sentito parlare di ampie consultazioni tra gli storici, ho sentito molto blaterare politico e dunque è giusto domandarsi: quale concezione del mondo greco-romano hanno avuto i signori del consiglio europeo? Ebbene, come un qualsiasi studente universitario dovrebbe sapere, il mondo greco e, soprattutto, il mondo romano è imbevuto nel sacro, lo Stato stesso è imbevuto nel sacro, non nel senso di una teocrazia dove la religione influisce sulla legge o la legge deriva dal testo sacro, ma nel senso che il magistrato romano compie anche gesti sacrali, richiami alle divinità, auspicia, funzioni sacre, dediche di templi; il mondo greco e romano, si legga Pausania per il greco, trabocca di raffigurazioni sacre, ogni strada, ogni via, una statua, una dedica, un tempio, la religione è sia privata che pubblica e convivono beatamente, assieme al famoso Pantheon allargato. La Roma antica Europea è priva di religiosità, i signori Europei hanno così un concetto del mondo antico falso, profondamente falso, simile per falsità alla idea di democrazia che gira al mondo d’oggi e che deriva, in buona parte, da fantasie settecentesche o primo ottocentesche, da riletture postume basate più su sogni e utopie che sulla praticità delle prove testuali, il mondo democratico antico non è il bengodi delle libertà, del voto universale, il mondo antico aveva un concetto democratico ben strano per noi, anzi, ai nostri occhi poco esperti potrebbe risultare NON DEMOCRATICO. Un dato per tutti, si calcola a buona ragione che l’Atene di V secolo, l’Atene di Pericle (il cui discorso sulla democrazia viene spesso utilizzato a sproposito), l’Atene di Socrate (antidemocratico convinto), l’Atene del Partenone, dei Tragici, dell’Agorà, l’Atene della DEMOCRAZIA aveva sul suo territorio 300.000 abitanti circa, ma solo 30.000 cittadini, una oligarchia allargata potremmo dire, una cittadinanza data con parsimonia, è una cosa che deve portare a smettere di citare la Democrazia antica come un esempio di quello che si compie o si vuol compiere oggi, evidentemente non è questa la strada che si segue oggi, e così questa idea delle radici Greco-Romane prive di religiosità è una delle aberrazioni di certa falsa storia o pseudostoria, quella storia che getta uno sguardo sul mondo antico inserendo in questo mondo quello che l’antichità non era, reinterpretando l’antico con i parametri ciecamente moderni.

Postato da: AntonioSabino a 16:14 | link | commenti (5)
parole, politica, europa, passato, radici, ricerca, dubbi, democrazia, cristianesimo, origini, tempi, cittadinanza, atene

sabato, 07 novembre 2009
UNA PIANTA CHIAMATA EUROPA

juengstes_gericht_detail                                   Michelangelo, GIudizio Universale, particolare

Dica quello che vuole l’Europa delle sentenze sul prosciutto, l’inseminazione artificiale e la lunghezza delle banane, insomma una sorta di carrozzone piuttosto confuso sul quale si affrontano temi seri e scempiaggini con poca differenza di concentrazione. Dica quello che vuole e prosegua pure –come impedirlo?- nel mostrare di essere composta da una marea di ignoranti, di ignoranti profondi, quelli che non conoscono l’ABC della storia dell’Europa. La faccenda del crocefisso è un corollario della ben più grave negazione delle radici cristiane. Al grido di l’Europa è Greco-Romana (notare il trattino, non si poteva dire che era solo Romana, l’apporto della Grecia, il legame con il mondo Greco, non si poteva dimenticare perché fondamentale) i capoccia locali hanno pensato bene che un secondo trattino non ci dovesse essere, come se tutto quello che è stato e, in parte, è oggi (ma sempre meno) l’Europa non debba qualcosa, molto, anche a quel secondo trattino che manca. Così l’Europa ha le radici monche, nella strana idea che una pianta privata di parte delle sue radici sopravvivrà bene. Naturalmente poi ci rifilano la predica sulla mancata conoscenza del passato, sulla scarsa consapevolezza, in Italia, di cose è stata la lotta per l’Unità, etc etc. Divertente, o meglio, sarebbe divertente se non fosse grottesco. Fate un esperimento a casa, vi sedete, pensate di poter togliere il cristianesimo e tutto quello che ne è derivato dalla Storia e iniziate a vedere cosa vi resta in mano, è un gioco che potete fare tutti, io ad esempio, che mi considero pagano (non certo ateo), posso fare questo esperimento e così chiunque altro. Ad un primo livello, quello un po’ chiassone da parlamentare europeo, si verrà fuori con la solita solfa, non ci sarebbero state le persecuzioni dell’inquisizione, non ci sarebbero state le Crociate, e lì il nostro europeo pianta le mani sui fianchi e ti guarda come per dire “vediamo come ne vieni fuori”. Questo è il livello chiassone, quello che rifila le prime ovvietà –qualcuno nega che il mondo greco-romano privo di cristianesimo, ebraismo o islam fosse esente da guerre di religione?- credendo di avere chiuso la partita, peccato che se allo stesso si dicesse “è il coltello che uccide o l’uomo?” questo ti risponderebbe tranquillo che è l’uomo ed il coltello è utile, insomma su altre cose sarebbe forse più disposto a parlamentare. Superato il livello chiassone, reso chiaro al nostro europeo che qui non si dice “evviva è arrivato il cristianesimo nel mondo romano”, ma, piuttosto, “è arrivato il cristianesimo nel mondo romano”, ovvero un dato di fatto che, salvo invenzioni dell’ultima ora, non si puo’ cancellare, possiamo scendere un po’ più nel profondo, magari nel campo dell’arte e del pensiero, campo un po’ complicato per i  nostri parlamentari europei (la famosa questione che un politico si occupa di politica e niente altro, ma poi si trova a decidere in merito al resto), ebbene signori miei, vi piaccia o meno, la sintesi tra mondo greco e cristiano, sintesi fondamentale per distinguere la Chiesa di Paolo dalla Chiesa di Pietro, e la successiva immissione del cristianesimo ellenizzato nel mondo romano non ha prodotto poco, anzi, diciamolo schiettamente, ha prodotto molto. Se al principio del ‘800 il capitano Frye, in visita al Louvre, si lamentava della infinita serie di Madonne, Cristi, Martiri che doveva vedere, mentre lui, per suo gusto, preferiva i temi mitologici, un motivo ci sarà. Diranno alcuni “repressione della Chiesa”, dirò io l’arte è arte, in epoca di mitologia produrrà sulla mitologia, in epoca cristiana produrrà quella straordinaria sintesi del Ficino tra mitologia e mondo cristiano: Cristi che paiono Apolli, chiese che sono templi, Madonne che paiono Veneri e un Padre Eterno che pare Giove, e avanti di questo passo.

Dicendo questo faccio pure torto a tutto quello scrigno di ricchezze medievali che sono imbevute totalmente nel cristianesimo.

Se vogliamo ignorare la spinta di ripresa e il fattore di coesione del cristianesimo dobbiamo fermarci a ben prima di questo, dobbiamo dire che questa non è Europa, Europa è una entità morta improvvisamente, magari attorno al IV-V secolo d. C. (ma sono largo nelle datazioni, anzi direi un po’ chiassone, se l’imperatore Severo Alessandro aveva Cristo nel Pantheon dovrei dire principi del III, se, come risulta, già in epoca Flavia avevamo membri della elite convertiti siamo già al I d. C.) e resuscitata, immagino, a cavallo della Rivoluzione Francese, 1789 dunque, riemersa dalla tomba. Vogliamo questo? Allora diciamo che il risorto ha lasciato posto alla risorta, la continuità della storia (concetto non così banale) ha ceduto il posto alla storia a singhiozzi, vogliamo questo? E sia. Certo, a questo punto dobbiamo porci il problema su quanto della Storia dal 1789 a oggi abbia risentito di quel periodo piuttosto lungo (anche tenendoci larghi nella datazione abbiamo almeno 1300-1400 anni di mezzo, poca roba per i parlamentari europei abituati a ragionare per pacchi di 20.000 anni alla volta). Allora il dubbio che viene è forse banale, anche un po’ volgare, insomma è molto al livello dei parlamentari, la costituzione europea nasceva con l’idea di non tagliarsi i mercati, dato che sostanzialmente è una unità economica e culturalmente, al massimo, puo’ mirare alla creazione di una europa unita dalla sua pochezza culturale (se vuoi vendere lo stesso a tutti devi abbassare gli standard delle singole nazioni) una Europa che non puo’ mettere una discriminante religiosa –ora discriminante, discriminazione etc. sono diventati negativi, tanto il significato delle parole e del ragionare è merce che non si vende bene- che impediva, nel prossimo futuro, la costituzione definitiva di quel mercato globale che tanto amano i nostri parlamentari europei o, per la precisione, quelli che stanno sopra di loro, dato che il parlamentare europeo, preso nel caso singolo, vale mediamente quanto vale come cervello, poco o niente. Negare che il cristianesimo ellenizzato e la sintesi ficiana abbiano fornito l’humus di unificazione culturale, il codice universale per comprendersi tra tedeschi, inglesi, italiani, olandesi etc.., significa prendere la stele di Rosetta e segarla lasciando giusto il testo in geroglifico, mentre il demotico e il greco vengono presi e buttati. Significa non capirci più nulla, partendo dal presupposto che il più antico non necessiti del più recente per essere pienamente compreso e che la sintesi dell’uno e dell’altro non abbia prodotto qualcosa di grandioso, non abbia via via nei secoli scatenato quella corrente elettrica che ha stimolato uomini a produrre, non parlo di bigotti e beghini, questi non producono un accidenti, parlo di un Perugino ateo convinto, parlo di Giordano Bruno –paradossale vero? Giordano Bruno è andato a foco per l’ingiustizia di quel mondo che al tempo stesso è l’unico che avrebbe potuto generarlo- parlo di un mondo dove il Papa aveva figli illegittimi o legittimi, dove ci si contendeva a suon d’armi i territori, parlo di una eterna guerra tra città –dite quello che volete, probabilmente oggi a noi sembrerà orrendo, ma le società antiche, quelle che hanno prodotto di più in campo artistico erano circondate da incertezza, morte e guerra, i luoghi pacifici, come diceva il buon Orson nel Terzo Uomo, producevano giusto orologi a cucù- era un mondo strano, oggi facciamo fatica a capirlo, non corrispondeva certo alla visione che la Chiesa vuole dare del suo passato, quella Chiesa che oggi è una improduttiva multinazionale pronta a cedere su molte cose e a fare il bambino capriccioso su altre, ma resta il fatto che il cristianesimo in tutto questo non era una componente marginale, era metà del composto, possiamo pure spezzare questo composto stile H2O, certo poi non avremo più l’acqua, ma se l’Europa è una pianta tanto straordinaria da poter  tagliare 1400 anni di radici (sempre la misurazione chiassona) e resuscitare da una tomba romana, tanto potrà allora vivere senza acqua, in fondo deve essere pure capace di fare miracoli. Se fatto l’esperimento, tolto tutto, avrete da dire che il mondo è migliore e vi piace di più, beh, allora dare ragione alla decisione dell'Europa, ma l’esperimento, mi raccomando, fatelo sul serio prima di dare il responso.

Postato da: AntonioSabino a 17:37 | link | commenti (3)
europa, passato, radici, cristianesimo, origini

giovedì, 05 novembre 2009
SENSI

Hand_WGA                                                                  Albrecht Dürer

No, perché questo mondo non è sconcio,

neppure sciapito o inane,

ma solo il teatrino che a me stesso acconcio,

un battagliar placido di rane

 

Pieghevole come un sipario cartonato,

sul quale fare pressione

con modo e senso che è già stato dato

al momento della creazione

 

Ed è presago chi non muove più la mano

Né accumula forze che tanto poi sperde

Per dare forma e misura sempre invano.

Postato da: AntonioSabino a 09:54 | link | commenti (9)
tempi, dürer, viver per rime

mercoledì, 04 novembre 2009
ANNUNCIO PROMOZIONALE

EHI, DICO A TE, 
Sì PROPRIO A TE
IL TUO GOVERNO E' UNA SCHIFEZZA?
I PROVVEDIMENTI CHE PRENDI SONO UNA PORCATA?
NON NE AZZECCHI UNA?
LA TUA POPOLARITA' E' SOTTO ZERO E PREVEDI SOLO CHE PEGGIORERA'?
ALLORA ASCOLTA UN CONSIGLIO

MarrazzoSantoSubito4
PREGA ANCHE TU SAN MARRAZZO
MAGARI NON RISOLVERA' I TUOI PROBLEMI
MA ALMENO UN PAIO DI SETTIMANE TRANQUILLE TE LE FORNIRA'

 

Postato da: AntonioSabino a 18:02 | link | commenti (5)
preghiera, gelmini, bondi, marrazzo, sono matto e batto il tacco

4 NOVEMBRE 2008: ELEZIONE DI BARACK OBAMA

LaSvolta2PROMEMORIA PRESIDENZIALE

NEGATIVI
- Firmato il National Defense Authorization Act, 680 milioni di dollari di spesa militare (25 milioni in più di quelli stanziati dalla amministrazione Bush)
- 45 attacchi a suon di bombe sul Pakistan
- Continua la presenza di truppe in Irak e Afghanistan
- Elezione farsa in Afghanistan
- Crollo delle piccole banche (già si annuncia una seconda crisi americana) mentre si sono salvate giusto le grandi e giusto giusto quelle che hanno finanziato la sua campagna (vd. qualche puntata precedente)
- Affidata la dirigenza del Food Safety Working Group ad una persona strettamente legata ad una potentissima multinazionale.
- Situazione con l'Iran identica alla passata presidenza
- Misteriosa svendita della GM
- Non ha perdonato il pugile Jack Johnson

POSITIVI
- Avviata la riforma sanitaria
- Ha presenziato all'arrivo della bara di un caduto

Ovviamente dall'elenco dei positivi mancano molte altre cose, ma è per una questione di selezione, ovvero si è voluto non mettere in elenco le cose "dette" e si è preferito mettere le cose "fatte", dato che si è fuori dalla campagna presidenziale direi che le cose dette e gli slogan lasciano oramai il tempo che trovano. Ovviamente ho escluso anche le festicciole e tutte quelle altre cosettine che fanno tutti i presidenti (vd cibo alla mensa dei poveri) ma che, secondo i telegiornali, pare fare solo Obama e consorte.

Postato da: AntonioSabino a 09:12 | link | commenti (3)
berlusconi, sono polemico, vagando per il mondo, mr obamaaaaaaa

martedì, 03 novembre 2009
RUSKIN IN TRINCEA

Turner_Joseph_Mallord_William_Heidelberg                                                J. M. W. Turner, Heidelberg, 1847-1848

Non c’è tempo per le consacrazioni,

i carnevali ributtanti dei cioccolatai d’ultimo pelo,

e per ogni pedestre tentativo

di venire alle mani con il tempo e scolpire un volto,

ve ne sono mille e non cento

di fallimenti da elencare sotto un porticato tanto ampio

da fare invidia alla sorella d’Agrippa.

 

Eppure ci sono ancora di questi

Che praticano l’ostetricia cimiteriale del “mi racconto”

Perché lo pensano men discreto

Più sociale, ma è tanto ammuffito quanto la parete

Più umida della loro piccola casa,

Ed è un vizio che è dettato dalla pretesa del vivere

Giacchè, parliamoci chiaro, vivere è pretesa

 

Sì, il vivere è sempre intimamente una pretesa,

fuggevole, insensata,

un tendere l’arco per colpire una distesa

invisibile, una vetrata

immensa e inesistente benchè paia estesa,

come una cosa immediatamente nata,

paragonabile, nel mio sonno, alla resa

d’una cattedrale sventrata

da una bomba precisa, ecco da dove nasce

il frantumo della vetrata.

 

E vedo all’improvviso indicatomi dall’incerto dito

Di un compagno rannicchiato

Un volto riaffiorato

Dal cumulo di terra dove l’avevano seppellito,

Un volto come il nostro

Ma forse solo più scarnito

Puntuto, tutto rostro,

Dilavato all’infinito

Dalle lacrime di chi l’ha lasciato,

Dalla pioggia che è caduta ad ogni istante

Inumidendo la zolla,

Dalla pioggia che a noi l’ha riportato

Raffiorante dalla fossa dove l’hanno seppellito

La fossa verticale d’una trincea

Come tante

Il posto dove ti danno il ben servito

Ed ho visto in quel volto di sasso il non finito

Di Michelangelo,

In lui che raggelato gridava a ragione

D’essere non di pietra, ma di carne,

tramutato in quel affranto prigione

che cedeva alla fatica dopo lo schianto

delle membra per liberarsi dall’incanto

d’una terra che non è più nostra né sua

ma è campo aperto all’insonne vigilia

che ci strappa le ore dell'ultimo riposo.


Postato da: AntonioSabino a 17:10 | link | commenti (2)
viver per rime

sabato, 31 ottobre 2009
QUESTIONI DI PRONUNCIA

LaSvolta

Postato da: AntonioSabino a 13:09 | link | commenti (3)
berlusconi, sono polemico, sono matto e batto il tacco

giovedì, 29 ottobre 2009
CANTO D'ULISSE E PENELOPE

Salvador Dali Morphological Echo 1936                                                  Salvador Dali, Morphological Echo, 1936


Ho composto degli astri

per un tempo che non ha cielo

e dell’invocare d’un vecchio veliero

la parvenza d’una prua all’orizzonte

del mare che non fosse senza limiti

ho fatto quasi un simulacro bifronte.

O chiglia sospirata dal flutto

d’un eburneo stelo incline

a increspare la piana fronte del Tutto

per negare al suo viaggio la fine,

siedo sulla riva

sulla riva d’un cumulo di strame

raccolto da un contadino sbilenco

e nei suoi riflessi vedo il cordame

ch’intrecciandosi dona l’elenco

dei patimenti, il nodo del mio soffrire,

ad ogni sosta tesa in un unico grano

ravvedo come in un passaggio il partire,

il tagliare l’onda e l’approdare,

ad ogni sosta tesa in un unico grano

lo stesso cammino del tornare

- al viaggio del mare presiede Giano

e non Nettuno, egli giusto l’accoglie –

ma chi siede sopra al seggio del giacere?

Non certo chi degli insepolti vigila la sorte,

perché insepolto è chi gode di luce e fuoco,

mentre di me e di te le medesime porte

del mondo son senza cardini e non han gioco.

Qualcuno nella casa, tra le onde,

sulla spiaggia, tra la roccia e le mura,

ha dato alla infanda parola di morte

l’accento d’una sorte sicura,

qualcuno ha prestato la mano,

qualcuno ha schernito chi chiede,

eppure sento come la Nemesi

poggiare al mio il tuo piede

 


Postato da: AntonioSabino a 10:28 | link | commenti (3)
vagando per il mondo, viver per rime

martedì, 20 ottobre 2009
MINIMAE

Meglio un ministro con portafogli che un ministro portafigli, l'unica carica ereditaria dovrebbe essere quella dell'orologio a carica manuale del babbo.

Postato da: AntonioSabino a 13:51 | link | commenti (5)
minimae

lunedì, 19 ottobre 2009
MARE MAGNUM

Correa_Benito_Rebolledo_Goats_Grazing_On_A_Hillside                               Benito Rebolledo Correa, Goats grazing on a hillside

Sono sul crinale della offesa, davanti a me si stende a precipizio il vilipendìo senza limite e sento d’essere in grado di denigrare tutto il sacro, non solo il semplice cumulo di una o d’altra religione, questo s’adatta ad un blasfemo, io sono sul punto d’essere di molte più cose denigratore, non blasfemo ma polifemo sulla riva dell’Ade e i macigni che ho da lanciare io li ha nessuno, o meglio li ha Nettuno perché li scaglio nel mare Vasto, senza volere denigrare i luoghi del Tirreno: son mostro di mare terreno ed è per me inconcepibile in fondo questo pendìo, questo pendìo che termina nel crinale dove magari c’è uno di quei cartelli, quel voi siete qui, “Qui-il-crinale del vilipendìo che porta al mare”, e pensare che per due parole finisci in gattabuia in compagnia delle nottole, mai gruppo più mal assortito, Atinio mio! Sarà ch’ogni colpa la partecipo e divido con l’orso che è in me, finendo per attenuare la posizione in un con(c)orso di colpa, tratto raro della nostra legislazione, dove si partecipa in pochi o in tanti e si spera di non essere vincitore, perché basta una volta per essere incoronati, situazione comune a noi tutti che nasciamo assieme ad altri in questi vasti saloni d’ospedali ed emettiamo come un solo grido con tono supponente –e questa volta che l’Adriatico non se ne abbia a male-

Postato da: AntonioSabino a 12:55 | link | commenti (4)
parole, sono matto e batto il tacco